215 partecipanti, 21 empori partecipanti, tra cui Portobello, 14 ore per raccontarsi e 6 gruppi di lavoro il pomeriggio: in una parola #conNETTARE, ovvero il 2° Festival degli Empori Solidali dell’Emilia Romagna, organizzato a Bologna.

Durante la mattinata si è svolto un incontro plenario in Cappella Farnese, con la partecipazione di importanti figure istituzionali, quali Virginio Merola, Elisabetta Gualmini, Mons. Matteo Maria Zuppi, Matilde Callari Galli e Pierlorenzo Rossi. Uno scambio di esperienze, opinioni ed anche visioni sul futuro che hanno prodotto un quadro d’analisi ben dettagliato, sotto più angolazioni e sfumature del ruolo degli empori solidali.

Gli empori, nati a metà del decennio scorso a Roma, sono diventati in poco tempo il nuovo punto di riferimento nelle politiche di welfare generativo, un welfare che si basa su concetti quali raccolta, restituzione, redistribuzione, rigenerazione e responsabilizzazione. “Stiamo costruendo un nuovo pilastro di Welfare. “È un intervento trasversale, globale che prima non c’era” è la frase cardine del discorso di Elisabetta Gualmini, VicePresidente e Assessore alle politiche di welfare e politiche abitative Regione Emilia Romagna. Un altro aspetto molto importante della rete degli empori, è stato sottolineato dal Mons. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo Metropolita di Bologna e Presidente della conferenza Episcopale dell’Emilia Romagna: “C’è qualcosa che ci unisce, ovvero la gratuità, del piccolo e medio dono, nel mettere in circolo quello che io posso fare. La mia gratuità aiuta un meccanismo che altrimenti non può funzionare”. Dopo il benvenuto iniziale di Virginio Merola (Sindaco di Bologna), e un primo intervento di Giacomino Vezzani (volontario dell’Emporio di Parma), ci sono stati i preziosi interventi di Luciana Sanna (Fondazione Poste Insieme Onlus), Matilde Callari Galli (Presidente dell’Istituzione Serra Zanetti del Comune di Bologna), Pierlorenzo Rossi (Direttore Confcooperative Emilia Romagna), Maria Augusta Nicoli (Agenzia Sanitaria e Sociale Regione Emilia Romagna) e Giancarlo Funaioli (volontario Emporio Capo di Lucca). 

Verso le 12.30 è stato firmato un importante documento, ovvero il Protocollo d’intesa per la valorizzazione degli Empori Solidali dell’Emilia Romagna: una forte dichiarazione sull’importanza del ruolo degli empori solidali. I firmatari sono stati Elisabetta Gualmini per la Regione Emilia Romagna, Massimo Masetti per ANCI Emilia Romagna, Cinzia Migani per i soggetti aderenti alla Rete Empori Solidali Emilia Romagna e Laura Bocciarelli per l’Associazione CSV Emilia Romagna Net. Dopo un veloce, ma amichevole pranzo presso l’Albergo del Pallone, ed un gelato gusto “emporio” creato dalla Gelateria “È Buono” dell’Associazione Agevolando, i partecipanti si sono suddivisi in sei gruppi di lavoro su tematiche quali la sostenibilità e il welfare generativo. Il confronto, il dialogo e lo scambio di esperienze si sono concretizzate in un documento condiviso via mail con i partecipanti e pubblicato sulla pagina Facebook “Empori Solidali Emilia Romagna”.

foto di gruppo rete empori

Foto di gruppo #conNETTARE

La giornata è terminata con una cena conviviale presso il salone parrocchiale della Chiesa di Santa Rita, in via Massarenti 418, dove sono iniziati i primi bilanci e idee sul prossimo Festival degli Empori Solidali dell’Emilia Romagna. Una cena durante la quale si è anche festeggiato il terzo compleanno degli empori solidali di Bologna, arrivati quindi ad una certa maturità di gestione e aiuto concreto all’interno della città.

Un ruolo cruciale dell’organizzazione del Festival è stato compiuto dai nove Centri di Servizi per il Volontariato, impegnati da diverso tempo nel progetto povertà, con un sostegno concreto del volontariato e delle reti inter-istituzionali coordinate dal volontariato, sia a livello locale (attività di consulenza, formazione e sensibilizzazione), che a livello regionale (realizzazione Festival e organizzazione gruppi di lavoro pomeridiani). Azioni fondamentali anche in passato, visto il ruolo cruciale che hanno avuto nella nascita degli empori, a partire dagli storici Parma, Modena e Bologna, dove il pubblico e privato hanno collaborato in una co-gestione per la nascita dell’Emporio di Case Zanardi. Ricordiamo inoltre il ruolo chiave dell’Associazione CSV Emilia Romagna Net, che s’impegna a facilitare e sostenere la rete degli empori attraverso le attività tipiche dei CSV previste in carta dei servizi e programmate.

Gli organizzatori dell’evento, ovvero un ristretto numero di empori locali e CSV, non possono che ringraziare Telestense, per le bellissime interviste ad alcuni volontari, proiettate durante la mattinata in Cappella Farnese, la Fondazione Poste Insieme Onlus, per aver contribuito economicamente alla realizzazione dell’evento e tutti coloro che si sono adoperati per far sì che la data del 17 ottobre 2017 sia ricordata come punto di svolta nel ruolo degli empori solidali, nella nostra regione e in Italia.

Continuate a seguire gli sviluppi sulla pagina Facebook “Empori Solidali Emilia Romagna”